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Epilessia1

L’epilessia può colpire chiunque. È un problema di vasta rilevanza sociale che, in Italia, interessa l’1% della popolazione, ossia 500.000-600.000 persone. Può insorgere in qualsiasi momento della vita, anche se la maggior parte dei casi esordisce durante l’infanzia o in età avanzata. Le crisi epilettiche sono le manifestazioni principali che portano alla diagnosi della malattia.

Cosa si intende per crisi epilettica

Una crisi epilettica è una scarica elettrica anomala che interrompe la normale funzionalità del cervello. Le crisi epilettiche sono la manifestazione di un alterato funzionamento dei neuroni cerebrali, le cellule più importanti del cervello. I neuroni comunicano tra loro mediante scambi biochimici che si traducono in impulsi elettrici. La crisi epilettica è causata dall’iperattività dei neuroni.

Esistono 2 forme principali di crisi epilettiche:

  • Crisi focale, quando ha origine in una zona circoscritta del cervello, da cui si può propagare in altre aree cerebrali. In genere, non c’è compromissione della coscienza se si tratta di semplici crisi focali, mentre lo stato di coscienza può risultare compromesso in caso di crisi focali complesse.
  • Crisi tonico-clonica, se ha origine in entrambe le aree del cervello oppure in un’area specifica del cervello, ma si diffonde in seguito anche nell’altra, generando una crisi generalizzata. 

I pazienti che soffrono di crisi tonico-cloniche possono presentare tutti o alcuni dei seguenti sintomi:

  • perdita di coscienza
  • irrigidimento muscolare che può causare cadute repentine
  • morso della lingua o dell’interno della bocca
  • convulsioni
  • perdita del controllo degli sfinteri
  • difficoltà di respirazione

Diagnosi

Per una chiara diagnosi di epilessia è necessario che la persona abbia avuto più di una crisi epilettica, anche se non tutte le crisi sono causate da epilessia.

La diagnosi si basa sulla descrizione dettagliata da parte del paziente degli eventi precedenti, contemporanei o successivi la crisi.  Il ricorso all’elettroencefalogramma e ad altre tecnologie di indagine completano la diagnosi clinica di epilessia e sono utili per classificare la crisi epilettica ad esordio parziale e la crisi generalizzata.

Punti chiave

Circa il 50% dei pazienti ottiene il controllo delle crisi con il primo Farmaco Anti-Epilettico.

Si stima che il 70% potrebbe essere libero da crisi epilettiche se adeguatamente trattato.

Trattamento: mantenere il controllo

L’obiettivo del trattamento dell’epilessia è di eliminare o ridurre le crisi epilettiche, limitando al massimo i possibili effetti collaterali, per consentire al paziente di condurre una vita il più possibile normale. La scelta del trattamento deve essere personalizzata in base alle caratteristiche del paziente e al tipo di crisi epilettica.Il primo approccio al paziente con epilessia prevede l’impiego di un solo farmaco antiepilettico (monoterapia). Dall’inizio del trattamento, circa il 50% dei pazienti è generalmente libero da crisi. In caso contrario, se non si riesce a ottenere il controllo delle crisi, possono essere aggiunti un secondo o un terzo anti-epilettico.

In alcuni pazienti può essere valutata l’opportunità di ricorrere a trattamenti non farmacologici; ad esempio, in alcune persone con crisi resistenti ai farmaci può essere indicato l’intervento chirurgico.

 

1https://www.lice.it/pdf/2018_guida_alle_epilessie_ALTA.pdf

 

 

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